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Commento Foriano, Sorridi alla vita che la vita sorriderà a te, forio ultimo comune dell'isola, star e trenini, nettezza urbana ed estetica foriana, porto di forio, anonimato e ischiablog
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Commento Foriano di Peppe D'Ambra

Sorridi alla vita che la vita sorriderà a te

FORIO ULTIMO COMUNE DELL’ISOLA
Anche questa estate a farla da padrone solo l’invivibilità
Certo fa veramente rabbia ad uno come me, che ama profondamente il suo paese di nascita, continuare a dover scrivere sempre le cose che non vanno invece che osannare qualche cosa di positivo; ma sfido chiunque a portarmi un esempio di un fatto positivo accaduto in questa estate che si sta avviando velocemente verso la fine. Al di la di qualche iniziativa privata, da parte dell’Amministrazione pubblica non c’è stata proprio nessuna iniziativa che ha portato il nostro Comune alla gloria della carta stampata.

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I problemi ambientali nell'opera di Sutherland, La crisi ambientale come crisi valoriale PDF Print E-mail
Ricerche Storiche D'Ambra - Ricerche Storiche
Written by Massimo Colella   
Friday, 03 July 2009 20:35
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I problemi ambientali nell'opera di Sutherland, La crisi ambientale come crisi valoriale

Percorsi di Pittura.
S’inaugura qui uno spazio dedicato allo straordinario e affascinante linguaggio pittorico di John Sutherland, i cui dipinti sono in esposizione al Centro di Ricerche Storiche d’Ambra, a Forio d’Ischia. Si procederà di volta in volta con la descrizione di opere specifiche particolarmente suggestive o dei particolari “filoni” tematici, per così dire, dell’opera del pittore, sebbene s’inviti a non pensare all’operazione di Sutherland come ad un fenomeno facilmente “suddivisibile” e a considerare le divisioni contenutistiche che verranno effettuate puramente indicative all’interno della ben più vasta e irriducibile opera sutherlandiana.

Oggettivo com’è pur nella sua assoluta soggettività, lo sguardo pittorico di John Sutherland, continuamente proteso verso il mondo, si volge talora con insistenza sui dilaceranti problemi ambientali che rischiano di compromettere irrimediabilmente il cosmo. Sensibilissimo al tema, il pittore trasfonde in questo filone tematico (come già detto, la suddivisione in nuclei contenutistici è puramente arbitraria, sebbene sia innegabile che esistono certe linee di tendenza) una particolare forza emotiva, come di chi conosce bene e in profondità le difficoltà che vive il nostro pianeta a livello paesaggistico, la forza propria di chi soffre e manifesta il proprio tormento dinanzi ad una crisi ambientale che è poi nel fondo una crisi umana, non solo e non tanto perché determinata dall’uomo, ma perché è l’uomo stesso nei fatti a perdere la sua sfida valoriale.
La difficile situazione in cui versa l’ambiente (vedi l’acrilico su tela: “Inquinamento del fondale”) è una sconfitta tutta umana, e Sutherland è abilissimo nel restituircela, placata quasi, sulla tela che riassorbe e purifica nell’arte le negatività dell’insipienza umana. Così, in “Agonia di tartaruga marina”(acrilico su tela cm. 100 x 120), tela monocromatica d’assoluta suggestione, lo sprofondare dell’animale negli abissi di una morte atroce è riprodotto con un dinamismo quasi espressionistico a significare la difficile piaga irrisolta e aggravantesi dell’inquinamento in tutte le sue declinazioni possibili.
Allo stesso modo, in “Desertificazione”( acrilico su tela cm. 150 x 100): il dissesto ambientale è colto con uno sguardo lucidissimo che denuncia non soltanto un problema di natura estrinseca, bensì anche e forse soprattutto una desertificazione interiore, che poi di quella esterna ne è causa e al contempo effetto: in queste e nelle numerose opere che trattano segnatamente il tema (ma è naturale che questi nuclei contenutistici travalichino i confini di un “filone” per divenire episodici e marginali in altri percorsi concettuali, ma non per questo trascurabili), la crisi della Natura è, dunque, per Sutherland una crisi dell’Uomo, anzi “la” Crisi Umana per eccellenza, che sono sì i limiti intrinseci alla finitudine umana, ma maggiormente tragica decadenza contemporanea, assuefazione a un orizzonte di perpetua desertificazione e di perpetua morte, decadimento della Vita materiale e morale, perdita di un sicuro bagaglio di valori.
Crisi Ambientale come Crisi Valoriale, dunque: come a dire – ed è questo, credo, il messaggio di Sutherland – che la desertificazione da cui bisogna guardarsi per poter salvaguardare il cosmo intero e l’uomo che ne è “copula” (homo copula mundi) non è visibile all’occhio umano – ed è per questo che è ancora più pericolosa. Si chiama “desertificazione”, sì: ma è dell’anima.
Sul tema vedi anche le opere precedenti dell’Artista: “Inquinamento del fondale”, acrilico su tela; “Nube tossica”, acrilico su masonite; “Aragoste al petrolio”,acrilico su tela “Inquinamento vetrificato”, tecnica mista su carta.

(Massimo Colella, quotidiano “Il Golfo” del 2 luglio 2009, pag.29)

Last Updated on Friday, 22 January 2010 21:02
 
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