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La terza marcia in favore del diritto alla prima casa
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La terza marcia in favore del diritto alla prima casa

Nuova iniziativa del comitato ‘antidemolizioni’ coordinato dal Pciml. 
Centinaia di adesioni al corteo, che ha attraversato, partendo da Lacco Ameno, il centro di Forio per terminare davanti al palazzo municipale, hanno partecipato anche le rappresentanze sindacali di Ugl, Cisl e Uil. Il comitato anti-demolizioni da mesi si e’ reso promotore di una modifica della legge sul terzo condono, Intanto però camion di sfratto e materiale da risulta, tir di materiali edili continua il suo via vai.

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I problemi ambientali nell'opera di Sutherland, La crisi ambientale come crisi valoriale PDF Print E-mail
Ricerche Storiche D'Ambra - Ricerche Storiche
Written by Massimo Colella   
Friday, 03 July 2009 20:35
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I problemi ambientali nell'opera di Sutherland, La crisi ambientale come crisi valoriale

Percorsi di Pittura.
S’inaugura qui uno spazio dedicato allo straordinario e affascinante linguaggio pittorico di John Sutherland, i cui dipinti sono in esposizione al Centro di Ricerche Storiche d’Ambra, a Forio d’Ischia. Si procederà di volta in volta con la descrizione di opere specifiche particolarmente suggestive o dei particolari “filoni” tematici, per così dire, dell’opera del pittore, sebbene s’inviti a non pensare all’operazione di Sutherland come ad un fenomeno facilmente “suddivisibile” e a considerare le divisioni contenutistiche che verranno effettuate puramente indicative all’interno della ben più vasta e irriducibile opera sutherlandiana.

Oggettivo com’è pur nella sua assoluta soggettività, lo sguardo pittorico di John Sutherland, continuamente proteso verso il mondo, si volge talora con insistenza sui dilaceranti problemi ambientali che rischiano di compromettere irrimediabilmente il cosmo. Sensibilissimo al tema, il pittore trasfonde in questo filone tematico (come già detto, la suddivisione in nuclei contenutistici è puramente arbitraria, sebbene sia innegabile che esistono certe linee di tendenza) una particolare forza emotiva, come di chi conosce bene e in profondità le difficoltà che vive il nostro pianeta a livello paesaggistico, la forza propria di chi soffre e manifesta il proprio tormento dinanzi ad una crisi ambientale che è poi nel fondo una crisi umana, non solo e non tanto perché determinata dall’uomo, ma perché è l’uomo stesso nei fatti a perdere la sua sfida valoriale.
La difficile situazione in cui versa l’ambiente (vedi l’acrilico su tela: “Inquinamento del fondale”) è una sconfitta tutta umana, e Sutherland è abilissimo nel restituircela, placata quasi, sulla tela che riassorbe e purifica nell’arte le negatività dell’insipienza umana. Così, in “Agonia di tartaruga marina”(acrilico su tela cm. 100 x 120), tela monocromatica d’assoluta suggestione, lo sprofondare dell’animale negli abissi di una morte atroce è riprodotto con un dinamismo quasi espressionistico a significare la difficile piaga irrisolta e aggravantesi dell’inquinamento in tutte le sue declinazioni possibili.
Allo stesso modo, in “Desertificazione”( acrilico su tela cm. 150 x 100): il dissesto ambientale è colto con uno sguardo lucidissimo che denuncia non soltanto un problema di natura estrinseca, bensì anche e forse soprattutto una desertificazione interiore, che poi di quella esterna ne è causa e al contempo effetto: in queste e nelle numerose opere che trattano segnatamente il tema (ma è naturale che questi nuclei contenutistici travalichino i confini di un “filone” per divenire episodici e marginali in altri percorsi concettuali, ma non per questo trascurabili), la crisi della Natura è, dunque, per Sutherland una crisi dell’Uomo, anzi “la” Crisi Umana per eccellenza, che sono sì i limiti intrinseci alla finitudine umana, ma maggiormente tragica decadenza contemporanea, assuefazione a un orizzonte di perpetua desertificazione e di perpetua morte, decadimento della Vita materiale e morale, perdita di un sicuro bagaglio di valori.
Crisi Ambientale come Crisi Valoriale, dunque: come a dire – ed è questo, credo, il messaggio di Sutherland – che la desertificazione da cui bisogna guardarsi per poter salvaguardare il cosmo intero e l’uomo che ne è “copula” (homo copula mundi) non è visibile all’occhio umano – ed è per questo che è ancora più pericolosa. Si chiama “desertificazione”, sì: ma è dell’anima.
Sul tema vedi anche le opere precedenti dell’Artista: “Inquinamento del fondale”, acrilico su tela; “Nube tossica”, acrilico su masonite; “Aragoste al petrolio”,acrilico su tela “Inquinamento vetrificato”, tecnica mista su carta.

(Massimo Colella, quotidiano “Il Golfo” del 2 luglio 2009, pag.29)

Last Updated on Friday, 22 January 2010 21:02
 
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