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Missione russa sulle tracce di un giacobino PDF Stampa E-mail
Ricerche Storiche D'Ambra - Ricerche Storiche
Scritto da Nino Masiello   
Martedì 20 Aprile 2004 19:48

Missione russa sulle tracce di un giacobino

Dopo Pechino, dove due anni fa si mise sulle tracce molto poco frequentate di Matteo Ripa - pittore, che firmava i suoi quadri in cinese, Nino d’Ambra, avvocato di professione e ricercatore per antica e coltivata passione, è andato a Mosca mosso da un altrettanto forte stimolo: cercare riferimenti a Ischia nelle carte di Marc Antoine Julienne segretario generale del governo provvisorio della Repubblica Napoletana.

D’Ambra, settanta anni, figlio di Domenico, che fu anche valente avvocato e uomo di punta del Partito socialista e assessore a Napoli; fratello di Rocco, avvocato, tra i principali organizzatori delle Quattro Giornate, muove per i suoi viaggi da Forio. Qui nel 1977 fondò, infatti, il Centro di ricerche storiche d’Ambra. Da quasi trent’anni, in nome e per conto di questo Centro che ha una bella sede nel palazzo di famiglia, di fronte alla chiesa di San Vito, e nel quale operano la moglie Gemma, docente, e la figlia Rosa, universitaria, l’avvocato ha una regola rigida: niente finanziamenti. Perché il Centro d’Ambra, aperto a tutti gli studiosi, non ha mai richiesto contributi finanziari. E questo è certamente un primato inossidabile. La «Biblioteca1799» ha un patrimonio di libri (oltre diecimila volumi) e di documenti antichi (circa settemila), frutto di ricerche storiche mirate in tutto il mondo, un vanto non soltanto per Forio che va fiera di questo mecenate moderno che ha gentilezza antica. Muovendo proprio nella direzione del 1799 d’Ambra ha voluto recentemente mettersi sulle tracce del passaggio napoletano di quell’«enfant prodige» della politica rivoluzionaria che fu Marc-Antoine Jullien detto «Jullien de Paris».
L’avvocato cercava, in particolare, atti nei quali risultasse che Jullien, nel brevissimo periodo della sua attività di segretario generale della neonata Repubblica Partenopea, si era occupato anche di «cose ischitane». Ha fatto centro, come per la ricognizione a Pechino in cerca dei quadri dipinti dal missionario campano Matteo Ripa (1682-1746) noto, soprattutto, per aver fondato a Napoli il Collegio dei cinesi da cui deriva l’Istituto Universitario Orientale, oltre che per il suo diario in tre volumi sulla storia della Fondazione della Congregazione e del Collegio dei cinesi. L’immenso «Fondo Jullien», ceduto nel 1929 da George Bourgin ai fondatori dell’istituto di Mosca che diventerà l’Istituto del marxismo-leninismo, è stato studiato nel tempo da molti storici, da Carlo Pancera a Robert Palmer, Mario Battaglini, Eugenio Di Rienzo, autori di interessanti pubblicazioni sul politico che già a 14 anni frequenta le riunioni di Palais Royal che preparano l’assalto alla Bastiglia. D’Ambra, di ritorno da Mosca, si considera soddisfatto per la sua parte di curiosità. In un faldone che si riferisce all’attività di segretario generale della Repubblica Partenopea, ci sono verbali firmati Jullien che riguardano, per esempio, la registrazione della presenza di delegati di Ischia e di Forio all'insediamento del governo provvisorio. «Ci sono anche verbali - dice d’Ambra - che registrano le pressanti richieste del Comune di Pozzuoli per rivendicare da Ischia e da Procida il pagamento di una sorta di pedaggio per il traffico di merci e altro attraverso il porto e il suolo puteolano. Un ticket, in altre parole. Si vede che è storia antica questa voglia di Pozzuoli di pretendere un pedaggio dagli isolani».

(Nino Masiello, “Il Mattino”, del 20.04.06, pag.42)

Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Maggio 2009 18:02
 
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