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datata 3/05/2012 10:39 La rende pubblica oggi, a chiusura delle Amministrative In sottoscritto non commenta, ai singoli elettori valutazione e decisione.
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Scritto da Achille Della Ragione
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Martedì 15 Settembre 2009 16:21 |
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Il Grande sogno
Il grande deluso di Venezia è Baaria che esce a mani vuote dalla competizione dopo tanto clamore mediatico, ma dalla mostra esce sconfitta soprattutto una certa idea di cinema italiano incapace di rivaleggiare per ambizione, mezzi e di conseguenza incassi con il cinema europeo ed a distanza siderale da Hollywood.
Un popolo che non riesce a far circolare all’estero le proprie idee, che non ha proposte da portare avanti e dar conoscere, è destinato ad un’inevitabile decadenza. Anche il Grande sogno, diretto da Michele Placido ed interpretato da Scamarcio, si è dovuto accontentare del modesto riconoscimento alla Trinca di miglior attrice esordiente, il quale assegnato ad una veterana che da otto anni calca le scene suona come una beffarda presa in giro. La pellicola è un viaggio nella memoria storica del nostro Paese con le sue gioie ed i suoi dolori; una rivisitazione puntuale di quel grande sogno che nel ’68 accomunò più generazioni, i giovani in prima linea, gli anziani ad osservare sbigottiti epocali cambiamenti dopo i quali niente sarà più come prima, anche se affioreranno più dubbi che certezze. Il racconto è corale con varie storie che si intrecciano: vi è il poliziotto che vuole divenire attore, vi è la ragazza cattolica di buona famiglia che vede le ingiustizie del mondo, vi è l’operaio venuto da Torino capo del movimento studentesco e tante altre vite con ognuna qualcosa da raccontare. Il film è pensato per i giovani, non certo per coloro che parteciparono alla grande contestazione, i quali, delusi, dopo aver creduto di poter cambiare il mondo, sono malinconicamente ridotti a cambiare i canali televisivi. Alla fine i protagonisti prenderanno ognuno la propria strada, molti abbandoneranno il grande sogno, solo pochi continueranno a combattere, nelle istituzioni o nella lotta armata. Un film da vedere, anche se non è un capolavoro, che squarcia un periodo ancora controverso del nostro recente passato e del quale è sempre difficile parlare, come dimostrano le accese contestazioni che si sono svolte in concomitanza con le prime proiezioni in varie città italiane. Achille della Ragione
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Ultimo aggiornamento Martedì 15 Settembre 2009 17:36 |
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