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Un fatto nuovo: In calce a gli spunti e riflessione che seguono - resi pubblici in data 30 aprile u.s.- la risposta pervenuta da Antonio di Pietro

Un fatto nuovo: In calce a gli spunti e riflessione che seguono - resi pubblici in data 30 aprile u.s.- la risposta pervenuta da Antonio di Pietro

datata 3/05/2012  10:39
La rende pubblica oggi, a chiusura delle Amministrative
In sottoscritto non commenta, ai singoli elettori valutazione e decisione.

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FATTI CHE COMUNQUE LASCIANO PERPLESSI PDF Stampa E-mail
IschiaNews - Cronaca
Scritto da Ida Trofa   
Lunedì 05 Marzo 2007 13:28

FATTI CHE COMUNQUE LASCIANO PERPLESSI

Sono fortunati quelli che conservano per 5 anni le bollette pagate e quelli che non l’hanno mai pagata, tanti invece corrono seri rischi di dover pagare due volte la stessa bolletta che l’EVI non trova più.

Un utente dell’Evi residente a Forio in data  4 febbraio 2007 riceve una lettera di Diffida con Messa in Mora riguardante il mancato pagamento di una fattura inerente il periodo di luglio-settembre 2001. Dopo il disorientamento iniziale la donna sicura di aver onorato l’impegno dei pagamenti ricerca la ricevuta del versamento ed ovviamente contesta la diffida. Orbene quel che ci si chiede, acclarato che è legittimo per un’azienda reclamare la verifica dei pagamenti sino a cinque anni di distanza, e il perché spingersi a diffidare e metter in mora un utenza quando questa ha pagato? Nel dubbio non potrebbe prima limitarsi ad una comunicazione “amichevole”? Nella fattispecie visto che il versamento era avvenuto in regola si tratta di un palese errore dell’ufficio recupero crediti della società in oggetto. Un errore che però costa tempo, fatica e stress ai cittadini contribuenti che loro malgrado pur facendo la parte degli utenti  diligenti hanno pagato lo scotto di procedure divenute orami prassi e volte a colpire nel mucchio dei morosi. Orbene però si tratta di una prassi che andrebbe riveduta visto che in talune circostanze rischia di far venire un infarto ai molti utenti, onesti lavoratori che non hanno molta dimestichezza e praticità con le “scartoffie” e che diciamoci la verità sembra quasi più che una contestazione basata sui dati di fatto, una contestazione pretestuosa che senza nulla rimettere tenta di cogliere di sorpresa il pagatore. Infatti nella lettera è possibile leggere, oltre all’importo originario di 15,45 E negli anni arrivato a toccare quota 40 Euro o poco meno, che il provvedimento è una diretta conseguenza della verifica degli atti contabili in possesso dell’azienda per la fornitura idrica. Beh! Il commento sorge spontaneo: Visionateli meglio questi atti e siate più organizzati! In verità ci confida l’intestatario della bolletta appena ricevuta la lettera Ho pensato:<>. Oppure hanno speso tanti soldi per informatizzare e per la creazione di un sito che doveva portare l’EVI in Europa e non riescono ancora a sapere se un utente ha pagato o no!!!
Ancora nella nota si avverte che nel caso “la signoria vostra non si attivi per il pagamento ci si vedrà costretti ad adire alle vie legali”. E chi è stato ingiustamente colpito da un tal tipo di provvedimento cosa dovrebbe fare?  Per chi quotidianamente lavora e s’impegna per mandare avanti il bilancio familiare non potendosi ritenere esponente dell’alta borghesia o godere di particolari posizioni di favore in seno ad aziende o ricoprire ruoli altamente professionali inconvenienti di tal tipo molto spesso rappresentano in termini di tempo speso, ostacoli insormontabili, molto spesso risolti, non è questo il caso, attraverso lunghe trafile, consultazioni di avvocati e esperti in materia. La signora ha trovato il vaglia versato però ugualmente come l’azienda ha speso tempo e denaro, allo stesso modo ha dovuto seguire una lunga e fastidiosa trafila, non avendo per questo la certezza che tra qualche giorno sarà nuovamente investita di analoga richiesta di saldo.

 
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