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DICEMBRE E SOPRATTUTTO NATALE: I SALDI DELLA BONTA' PDF Stampa E-mail
IschiaNews - Cronaca
Scritto da Tina Taliercio   
Martedì 28 Novembre 2006 12:53

Dicembre e soprattutto Natale: i saldi della bontà

Se consumismo dev’essere, che almeno sia socialmente utile

Tutta colpa dell’ultimo fine-settimana di novembre. Non ci sono vaccini che tengano: è in quel preciso spazio temporale che scatta impietoso l’immarcescibile marketing di Natale, quell’imponente macchina commerciale che tutto ingurgita, divora, sovrasta, nel nome della (pseudo) bontà e dell’amore (si fa per dire).
Da circa un ventennio gli si affianca una nuova “compagna”: la solidarietà. Ora, la domanda che sorge spontanea è: per quale motivo la maggior parte delle ONG e delle associazioni scientifiche e umanitarie si promuovono massicciamente solo a dicembre? Sarà per le tredicesime e anche perché autorevoli statistiche e studi sociologici hanno sancito che il Natale innesca nella massa meccanismi di altruismo, sensibilizza gli animi e apre i portafogli? Sommiamo a questi ingredienti anche i dati Auditel, che rivelano picchi massimi di ascolto, più o meno reali, nei tre mesi invernali (quindi non solo a dicembre) ed il risultato è sotto i nostri occhi: una sovraesposizione mediatica pressoché assoluta, che ottiene il ben triste risultato della nota legge di fisica: due (o più) forze uguali e contrarie si annullano. E provocano molto spesso un senso di appiattimento, di omologazione, di banalizzazione, con buona pace dei contenuti etici e degli scopi realmente significativi che stanno a monte di tali progetti.
Sarebbe molto più serio e corretto se si sviluppasse una distribuzione omogenea nell’arco dell’anno (checché ne dicano i sociologi e gli statistici), che permetterebbe una maggior attenzione a ciascun obiettivo e un reale approfondimento dei temi trattati. Invece si balza da una maratona televisiva e radiofonica all’altra, da una vendita nelle “piazze italiane” all’altra, mentre poi durante gli altri undici mesi dell’anno possiamo tornare ad essere egoisti senza tema di rimorso, visti i “crediti” accumulati a dicembre.
Ma i “saldi della bontà” sono imperniati principalmente sul marketing di cui sopra: i regali, i cenoni, i fuochi d’artificio e così via. Un’insopportabile fiera dell’ovvio, del formalismo, del copione trito e ritrito. Non se ne può fare a meno? Questo dipende ovviamente dalle scelte individuali di ciascuno di noi (oltre che dalla presenza o meno di una fede religiosa), ma è indubbio che ognuno è toccato in qualche modo, volente o nolente, dall’invincibile marketing del Natale.
E allora cerchiamo di trasformare questo tristissimo baraccone dei sentimenti a buon mercato in qualcosa che sia davvero in grado di sviluppare contenuti e risultati etici, sostanziali e di reale utilità sociale. Da diversi anni esiste anche in Italia la Carta Italiana dei Criteri del Commercio Equo e Solidale, un documento di princìpi e regole comuni per gli enti che in Italia promuovono e diffondono il Commercio Equo; un documento approvato nel 1999 dalle organizzazioni italiane di Commercio Equo e Solidale. Dal 2003 si è inoltre costituita l'Assemblea Generale Italiana del Commercio Equo e Solidale (AGICES), l'associazione di categoria delle organizzazioni di Commercio Equo che si riconoscono nella Carta dei Criteri, tra i cui compiti c’è quello di vigilare sul rispetto della Carta da parte di tutti gli associati.
Ma in cosa consiste il concetto di Commercio Equo e Solidale? Si tratta di un approccio alternativo al commercio convenzionale, poiché promuove giustizia sociale ed economica, sviluppo sostenibile, rispetto per le persone e per l’ambiente, attraverso il commercio, la crescita della consapevolezza dei consumatori, l’educazione, l’informazione e l’azione politica. Si fonda sulla relazione paritaria fra tutti coloro che contribuiscono alla catena di commercializzazione: produttori, lavoratori, Botteghe del Mondo, importatori e consumatori. Tra i tanti obiettivi, si prefigge di:

  • migliorare le condizioni di vita dei produttori, concentrati nel Sud del mondo
  • promuovere opportunità di sviluppo (in particolare per le categorie sociali più deboli)
  • divulgare informazioni sui meccanismi economici di sfruttamento, favorendo e stimolando nei consumatori la crescita di un atteggiamento alternativo al modello economico dominante e la ricerca di nuovi modelli di sviluppo
  • organizzare rapporti commerciali e di lavoro senza fini di lucro e nel rispetto della dignità umana, aumentando la consapevolezza dei consumatori sugli effetti negativi che il commercio internazionale ha sui produttori, in modo che possano esercitare il proprio potere di acquisto in maniera positiva
  • proteggere i diritti umani
  • sostenere e stimolare l’auto-sviluppo, rendendo autonome le popolazioni attraverso l’acquisizione di conoscenze e competenze
  • promuovere un uso equo, responsabile e sostenibile delle risorse ambientali.

Per una panoramica più completa della Carta dei Criteri e di tutto ciò che ruota intorno a questo importante documento: http://www.commercioequo.org.
Oggigiorno esistono peraltro su Internet tantissimi siti e portali su cui è possibile acquistare beni e servizi in base al modello di Commercio Equo e Solidale, prodotti oltretutto di grande qualità e pregio e dalle caratteristiche molto più artigianali di quelli derivanti dalla grande industria. Gli ambiti in cui spaziano sono pressoché infiniti: dagli alimentari ai vini, dall’abbigliamento all’oggettistica, dai libri ai produttori di energia rinnovabile, dal software libero alla finanza etica, dalle liste nozze (incluse le bomboniere) ai viaggi. Per dare un’occhiata a quante e quali meraviglie si celano dietro questo grande sipario, ecco una piccola cernita di indirizzi utili:
http://www.altromercato.it, http://www.commercioalternativo.it, http://www.bottegasolidale.com.
Purtroppo ad Ischia, a livello di commercio non virtuale, nulla ancora arriva di questo fervido, sincero mondo e ancora tutto ruota intorno al consumismo più becero, più fine a sé stesso, più inutile. La speranza è che questa provocazione venga presto smentita. Forse nei prossimi “cartelloni” natalizi dei nostri Comuni leggeremo finalmente “Mercatino del Commercio Equo e Solidale”, “Concerti e spettacoli a sostegno del Commercio Equo e Solidale” e altre lodevoli iniziative di questo genere. Forse.


 
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