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Napoli: mega sequestro di pesce contraffatto e scaduto PDF Stampa E-mail
CasertaNews - Cronaca
Scritto da Fonte Napoli.Repubblica.it   
Sabato 06 Giugno 2009 14:43

Napoli: mega sequestro di pesce contraffatto e scaduto
 
venerdì 10 aprile 2009 
Il bimbo deve mangiare pesce, gli piacciono i "bastoncini" che si friggono. E intanto la mamma è contenta: dà merluzzo a suo figlio. Invece no. Quello è pollack. Il simpatico nome scientifico - "pollacchius pollacchius" - nasconde qualità organolettiche inferiori rispetto al merluzzo nostrano. Poi magari ci sono i "cuori di merluzzo" - altro piatto preferito dai più piccoli - che contengono lo sconosciuto e di bassa qualità "pesce topo" dei Mari del Nord. Stessa cosa per le "panatine".

E se i più grandi decidono di gustarsi un risotto di mare comprando il condimento misto - vongole, calamari, gamberi e quant´altro - in buste preconfezionate, mettono in tavola un prodotto scomposto e ricomposto, scongelato e ricongelato e, soprattutto, scaduto fino a due anni fa. Come il polpo datato 2006. O le cozze di colore verde. In tutti i casi si va dalla meno grave frode alimentare - compro una cosa pensando che sia un´altra - al rischio di avvelenamento. Quando va bene un po´ di dissenteria. È solo qualche esempio ricavato dal mega sequestro effettuato ieri dalla Capitaneria di Porto di Napoli aiutata dagli esperti della Asl.
Una cifra da capogiro: gli investigatori del mare si sono trovati di fronte a ben diciassette tonnellate di pesce sospetto. Mal conservato, riconfezionato con etichette false che modificavano la data di scadenza. In pratica pesce non commestibile. Una montagna di veleno pronto per essere distribuito nei negozi della provincia di Napoli e nelle altre della Campania, per una breve sosta nei banchi frigo e poi l´acuisto in occasione del pranzo di Pasqua. Rischio sventato, i brividi a pensare a quante volte si può aver mangiato pesce del genere, normalmente in arrivo dall´estero (in particolare dalla Thailandia) in container o all´aeroporto di Capodichino. L´indagine comincia proprio dal sequestro, dal colpo grosso.
Perché la Capitaneria attende ora la delega della Procura per seguire a ritroso le rotte del pesce scadente o scaduto, indagare a fondo su acquirenti all´ingrosso. Per ora ha già denunciato il titolare del deposito e i suoi venti dipendenti: tutti sapevano. Si parte in particolare dal centro di prodotti all´ingrosso e al dettaglio scoperto dalla Capitaneria. È la "Casa del pesce", luogo molto noto a Casoria distributore in tutta la Campania. Naturalmente è stata constatata la totale assenza di marchi noti di prodotti ittici surgelati. C´erano invece in totale diciassette tonnellate di pesce di vario tipo - dai gamberi ai totani agli anelli di calamaro, bastoncini, panatine e cuori - in confezioni di otto, dieci chili. Nessun marchio, buste trasparenti.
Intanto però il deposito di distribuzione era anche una tipografia. Settore a parte, quello di computer con la disponibilità di codici a barre e stampanti per creare etichette con date di scadenza nuove di zecca. Le vecchie, ritrovate dagli investigatori, risalivano fino al 2006, dunque il prodotto andava rinnovato, resuscitato. I prodotti in alcuni casi venivano scomposti dalle confezioni originali per poi essere assemblati in combinazioni gastronomiche allettanti, come il condimento per il risotto o le vongole già pronte per gli spaghetti e anche il livornese caciucco.
Diciassette tonnellate, sulle quali è già piombata la convalida del sequestro da parte del magistrato di turno della Procura di Napoli. Con la certezza che il pesce scadente o scaduto arrivava soltanto nei piccoli negozi e non nelle grosse catene di supermercati, peraltro già controllate dalla Capitaneria di porto e trovate in piena regola. Diciassette tonnellate che ora andranno distrutte. (Napoli.repubblica.it) 
Ultimo aggiornamento Giovedì 11 Giugno 2009 16:30
 
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