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Un fatto nuovo: In calce a gli spunti e riflessione che seguono - resi pubblici in data 30 aprile u.s.- la risposta pervenuta da Antonio di Pietro
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Un fatto nuovo: In calce a gli spunti e riflessione che seguono - resi pubblici in data 30 aprile u.s.- la risposta pervenuta da Antonio di Pietro

datata 3/05/2012  10:39
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Andrea De Lione insigne battaglista e maestro di scene bucoliche PDF Print E-mail
NapoliNews - Arte
Written by Pietro Di Loreto   
Saturday, 04 June 2011 11:07
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Andrea De Lione insigne battaglista e maestro di scene bucoliche

Il libro di Achille della Ragione restituisce ad Andrea De Lione la giusta collocazione nel panorama artistico napoletano del Seicento e lo pone alla pari del suo maestro Aniello Falcone, sotto il cui nome sono passate a lungo le sue battaglie.

Insigne battaglista, ma anche maestro di scene bucoliche, come lo definì Soria, ispirato agli esempi del Castiglione e del Poussin ed in grado di realizzare composizioni dai colori brillanti e dal vivace dinamismo.
Al Grechetto va ricondotta l’atmosfera preziosa e delicata in cui sono campiti e messi insieme i colori, inseguendo un gusto raffinato, mentre al francese si deve l’impostazione classica e severamente di profilo dei volti, oltre all’impaginazione ed al paesaggio idealizzato degli sfondi.
Un capitolo importante è costituito dai dipinti con soggetti diversi dalle battaglie e dalle scene bucoliche, dove viene discussa, al fianco di quadri famosi come il Ritratto di Masaniello, la controversa ipotesi del De Lione pittore di natura morta, aggiungendo altri tasselli e nuovi elementi per dirimere la questione.
Il capitolo degli affreschi, anche se poco noto alla critica, non è trascurabile ed è ormai certo che  egli fu a capo di una fiorente bottega con numerosi collaboratori, i cui nomi ci vengono restituiti dalle polizze di pagamento e fu attivo, oltre che nel Palazzo Reale, dove alcuni scompartimenti tradizionalmente assegnati al Corenzio vanno restituiti ad Andrea ed al fratello Onofrio, nei principali edifici sacri della città da S. Maria la Nova a San Paolo Maggiore ed al Duomo, senza considerare gli affreschi in dimore private ancora tutti da identificare sulla guida dei documenti.
Anche la grafica costituisce un settore al quale l’artista si dedicò con impegno e sono numerosi i fogli commentati, quasi tutti inediti.
Vi è infine una trattazione completa della figura del fratello Onofrio, a lungo collaboratore di Andrea nel settore delle decorazioni.
Vengono pubblicati vari documenti di pagamento, che hanno meglio delineato i termini cronologici della sua attività, permettendo una più precisa ricostruzione degli influssi esercitati sul suo stile dall’ambiente artistico circostante.
 Concludono l’opera una corposa bibliografia con oltre 200 titoli, tra i quali vengono segnalati i più significativi ed una serie di tavole per un totale di circa 215 immagini.
Pietro Di Loreto

 

 

 
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