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Un fatto nuovo: In calce a gli spunti e riflessione che seguono - resi pubblici in data 30 aprile u.s.- la risposta pervenuta da Antonio di Pietro
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Un fatto nuovo: In calce a gli spunti e riflessione che seguono - resi pubblici in data 30 aprile u.s.- la risposta pervenuta da Antonio di Pietro

datata 3/05/2012  10:39
La rende pubblica oggi, a chiusura delle Amministrative
In sottoscritto non commenta, ai singoli elettori valutazione e decisione.

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Una proposta per la questione Amianto PDF Print E-mail
ForioNews - Cronaca
Written by Online Information   
Friday, 24 April 2009 16:33
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Una proposta per la questione Amianto

L’AMIANTO, responsabile delle patologie asbesto-correlate e dei mesoteliomi pleurici, è fuorilegge dal 1992 eppure lo si ritrova sempre più spesso per strada, tra la gente. Il tumore causato dalle fibre di amianto ha un periodo di incubazione che dura anche 35-40 anni. Un decreto del 1994 ha affidato alle Regioni il censimento dell’amianto ma ad oggi il gravissimo problema resta irrisolto.
Per una corretta bonifica di luoghi e manufatti contenenti amianto occorre rivolgersi a ditte abilitate alla rimozione, i cui elenchi sono consultabili presso l’ARPAC.

C’è però un piccolo dettaglio da considerare,smaltire amianto costa troppo sulle già esigue casse delle famiglie ed allora la cosa migliore da fare resta quello di abbandonarlo per strada, magari dove esistono discariche abusive a cielo aperto e dove per caso si ritrovano a giocare, inconsapevoli, innocenti bambini.
Basta aggirarsi per le periferie dell’Isola per trovare lungo la costa o nei pressi di qualche cassonetto immancabili manufatti in cattivo stato di conservazione contenenti fibre d’amianto che con facilità si liberano nell’aria e capitano così per caso nei polmoni della gente ignara del pericolo. Chi si ritrova purtroppo a detenere manufatti contenenti amianto, vive il problema in maniera drammatica, considerati gli elevati costi inerenti l’intervento di rimozione, motivo predominante dell’abbandono di cisterne, tettoie e coperture in eternit per strada. L’amianto lo si ritrova dappertutto, tra gli immancabili cumuli di rifiuti che arricchiscono indecorosi scenari delle nostre periferie, ma non solo, lungo le coste rocciose del nostro territorio.
Perché la Regione non delega i Comune a gestire il “problema amianto” assegnandogli, per tale adempimento, le risorse necessarie?
Chi meglio del Comune può procedere alla “mappatura” dell’amianto esistente sul territorio? Perché le istituzioni non si accollano i costi relativi allo smaltimento dell’amianto derivante dalle civili abitazioni senza oneri aggiuntivi per le famiglie?
Occorre prendere coscienza che il “problema AMIANTO” è un problema sociale, non causato e dunque non voluto dal singolo cittadino che se ne trova in possesso e che per ovvi motivi finisce anche per divenirne schiavo e che, non potendo affrontare la spesa per lo smaltimento, ritiene legittimo disfarsene illegalmente abbandonandolo per strada.
Per evitare illeciti comportamenti di chi è costretto a disfarsi dell’amianto e che non riesce a seguire le indicazioni di legge il Comune, la Provincia, la Regione e la ASL devono esaminare l’opportunità di venire incontro ai cittadini accollandosi le spese di smaltimento. Chi, purtroppo, detiene manufatti in amianto è vittima involontaria di un problema, calato dall’alto, che non potrà essere risolto senza l’intervento delle istituzioni che hanno l’obbligo di trovare una soluzione al “problema amianto”, emergenza sociale che investe l’intera comunità.
Ne guadagnerebbe il decoro del paese e la salute dei cittadini.
 
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